Ritratto di donna (La Velata) di Raffaello

La Velata è un dipinto a olio su tela (82×60,5 cm) di Raffaello, databile al 1516 circa e conservato nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze.

 

Giorgio Vasari racconta nella biografia dell’artista a proposito di “una sua donna la quale Raffaello amò sino alla morte” che di lei “fece un ritratto bellissimo, che pareva viva viva; il quale è oggi in Fiorenza appresso il gentilissimo Matteo Botti mercante fiorentino, amico e familiare d’ogni persona virtuosa, e massimamente dei pittori; tenuta da lui come reliquia per l’amore che egli porta all’arte, e particularmente a Raffaello”. Dall’eredità di un membro di questa famiglia l’opera giunse nel 1619 nelle collezioni medicee.

Dettaglio della manica

La giovane donna ritratta è abbigliata con grande eleganza con una veste in seta marezzata bianca assai elaborata e impreziosita da rifiniture in oro; sulla testa porta un velo, sempre bianco, forse in lino naturale. Intorno all’identità della persona raffigurata sono state fatte ipotesi che in alcuni casi sono diventate vere e proprie leggende. Infatti, riprendendo il ricordo vasariano per cui l’effigiata sarebbe stata una persona molto amata dal pittore, si è pensato di riconoscere in lei la donna a cui una tradizione letteraria sviluppatasi nei secoli ha voluto attribuire l’identità di Margherita, figlia del senese Francesco Luti, nota come la Fornarina, ipotesi questa che è stata avvalorata dalla somiglianza fra la Velata e alcune immagini femminili ricorrenti nelle opere del pittore. Sebbene un confronto con il ritratto detto appunto della Fornarina non consenta di risolvere la questione, è tuttavia evidente, come è stato giustamente sottolineato, che “la figura serena e solenne” di questo ritratto non si concilia “con l’immagine tradizionale, non priva di nozioni moraleggianti, che viene data della Fornarina, donna del popolo la cui bellezza aveva stregato Raffaello fino a fargli trascurare le nozze con la nipote del cardinal Bibiena, Maria, quella senza la quale non riusciva a terminare gli affreschi per Agostino Chigi e che veniva considerata responsabile degli eccessi amorosi, a cui biografi imputavano la sua precoce morte” (Raffaello a Firenze, 1984)

 

BIBLIOGRAFIA CONSULTATA PER LA REDAZIONE DI QUESTO ARTICOLO:

I Grandi Maestri dell’Arte: Raffaello, Skira

 

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