Mia Martini – Minuetto

 

Mia Martini – Minuetto

“E’ un’incognita ogni sera mia
un’attesa, pari a un’agonia
troppe volte vorrei dirti no
e poi ti vedo e tanta forza non ce l’ho
il mio cuore si ribella a te, ma il mio corpo no
le mani tue, strumenti su di me
che dirigi da maestro esperto quale sei…

E vieni a casa mia, quando vuoi
nelle notti più che mai
dormi qui, te ne vai
sono sempre fatti tuoi
tanto sai che quassù
male che ti vada avrai tutta me
se ti andrà per una notte
e cresce sempre più la solitudine
nei grandi vuoti che mi lasci tu

Rinnegare una passione no
ma non posso dirti sempre sì
e sentirmi piccola così
tutte le volte che mi trovo
qui di fronte a te
troppo cara la felicità
per la mia ingenuità
continuo ad aspettarti nelle sere
per elemosinare amore…

Sono sempre tua, quando vuoi
nelle notti più che mai
dormi qui, te ne vai
sono sempre fatti tuoi
Tanto sai che quassù
male che ti vada avrai
tutta me, se ti andrà
per una notte sono tua
la notte a casa mia, sono tua
sono mille volte tua…

E la vita sta passando su noi
di orizzonti non ne vedo mai
ne approfitta il tempo
e ruba come hai fatto tu
il resto di una gioventù
che ormai non ho più
e continuo sulla stessa via
sempre ubriaca di malinconia
ora ammetto che la colpa forse è solo mia
avrei dovuto perderti
invece ti ho cercato.

Minuetto suona per noi
la mia mente non si ferma mai
Io non so l’amore vero che sorriso ha
oensieri vanno e vengono, la vita è così…”.

Testo: Franco Califano – Musica: Dario Baldan Bembo

 

Minuetto/Tu sei così è un singolo di Mia Martini, pubblicato nel 1973. Si tratta del 45 giri più venduto nella carriera della cantante. Minuetto è un brano musicale scritto da Franco Califano (testo) e Dario Baldan Bembo (musica), inciso nel 1973 da Mia Martini e successivamente dallo stesso Califano. Si rivelò in assoluto uno dei più grandi successi dell’estate 1973. La copertina del singolo ritrae Mia Martini seduta accarezzando un cane al Caffè Greco di Roma.
Il testo di Minuetto nasce dopo i tentativi di Maurizio Piccoli e Bruno Lauzi, che invano avevano cercato di realizzarne una stesura convincente; si decide pertanto di contattare Franco Califano, il quale – traendo spunto dalle ultime vicende sentimentali della stessa Mia Martini – riesce a cucirle addosso un successo senza tempo, successo dovuto anche ad un arrangiamento di ottimo livello, a supporto della complessa partitura di Baldan Bembo, in cui si possono individuare diverse atmosfere musicali: dalla citazione classica di Bach alle ballate pop d’oltreoceano. In sala d’incisione prendono parte al coro anche Bruno LauziMaurizio Fabrizio, i Fratelli La BiondaLoredana Bertè e Adriano Panatta (all’epoca fidanzati). La canzone racconta le ore tutte uguali di una donna, schiava del suo uomo, il quale prende ciò che vuole e se ne va (…ne approfitta il tempo e ruba, come hai fatto tu…).
Minuetto, in assoluto la sua canzone più venduta, le vale un nuovo disco d’oro, nonché la seconda vittoria consecutiva al Festivalbar, con 119.613 voti, cosa che in precedenza era riuscita solamente a Lucio Battisti; Il disco entra nella top-ten dei 45 giri più venduti il 23 giugno 1973, raggiungendo la seconda posizione, ma da altre fonti raggiunge anche la prima posizione, restando per 30 settimane consecutive e risultando il 7° singolo di maggior successo del 1973, mentre assieme a Pazza idea di Patty Pravo, sarà il più venduto del 1973. La canzone verrà presentata, alla fine di dicembre, al Midem di Cannes, ma cantata in francese.
Califano, in un’intervista citerà: «…Il nostro incontro risale al ’73. Avevo appena finito di comporre “Minuetto” e sentii subito che si trattava di un pezzo del quale Mia Martini avrebbe colto perfettamente tutte le sfumature, la sua storia di amore disperato. Glielo affidai e Mia vinse il Festival d’Europa e il Festivalbar. In qualche modo ‘Minuetto’ segnò il suo grande successo, la nascita di un’interprete impareggiabile, che osservava il mondo e gli uomini con una straordinaria sensibilità. Non ci legava una frequentazione assidua, anzi sono poche le occasioni nelle quali io e Mia ci siamo ritrovati vicini a parlare di musica, di quella musica che per lei era in qualche modo uno strumento di liberazione, un modo per dimenticare…»”.

(Wikipedia, voce Minuetto/Tu sei così)

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