L’incanto dell’Argimusco: la “Stonehenge siciliana”

L’incanto dell’Argimusco: la “Stonehenge siciliana” che punta a diventare patrimonio dell’umanità


Esperti Unesco a confronto per l’altipiano di Argimusco in corsa per un posto nella World heritage list. Al via oggi a Montalbano Elicona, nel Messinese, il convegno mondiale organizzato da Icomos e Icahm, i due comitati per il patrimonio internazionale, con la partecipazione di 32 Paesi tra cui Emirati Arabi, Usa e Australia e il patrocinio dell’Unesco rappresentato dal delegato Ray Bondin. In quest’occasione sarà presentata la mappa turistica-culturale dell’Argimusco, un progetto realizzato dall’Istituto di Archeoastronomia Siciliana, dalla fondazione Mudima e da Sicilyexplorers. “Un orgoglio e una grande opportunità” commenta il sindaco del borgo dei borghi, Filippo Taranto, pronto ad ospitare centinaia di archeologi alla scoperta di un sito unico con rocce millenarie modellate da vento e acqua, tra Nebrodi e Peloritani. “Un santuario naturale – dice lo studioso Andrea Orlando – che gli antichi usavano per osservare il cielo e che è un raro esempio di astro-archeologia, utile per scoprire l’alternanza delle stagioni e sfruttare meglio la terra”. Coinvolta anche la 4Ward360 che si occupa di nanotecnologie pronta a dare il suo contributo, come spiega l’amministratrice Sabrina Zuccalà, applicando la sofisticata tecnica alla roccia.
di ISABELLA DI BARTOLO

 

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