Umberto Boccioni, Stati d’animo II: Gli addii

Umberto Boccioni, Stati d’animo II: gli addii, 1912.
Olio su tela, 71 x96 cm . New York, Museum of Modern Art.

Umberto Boccioni (1882-1916) fu il principale esponente dell’arte futurista. Nato a Reggio Calabria, si recò a Roma nel 1901, dove ebbe modo di frequentare pittori espressionisti e divisionisti.
A Milano, dove si stabilì definitivamente nel 1907, egli portò a maturazione il suo stile, occupandosi anche di scultura.
Qui aderì al nascente Futurismo, e firmò i principali testi teorici del movimento.
Le sue tele descrivono frammenti di città nella loro piena trasformazione, con i cantieri, le stazioni ferroviarie, le strade affollate. Sia in pittura che in scultura predilesse lo strumento della

linea: è una linea-forza, direzionata ad indicare un verso, un incontro o un contrasto di forze, capace di determinare effetti dinamici.
Da qui deriva lo studio dell’oggetto in movimento: il suo volume si modifica, in funzione della traiettoria sviluppata dalIa linea. Ciò genera un prolungamento della forma nello spazio: “Spalanchiamo la figura e creiamo in essa l’ambiente”, affermava Boccioni. In una serie di tre dipinti, detta Stati d’animo, Boccioni ha sintetizzato secondo i nuovi princìpi tutto
ciò che lo circondava e le emozioni in lui suscitate.

La grande maestria di Boccioni sta nel sintetizzare, e far proprie, più suggestioni stilistiche, che egli riesce a padroneggiare con misura e sintesi. In questo quadro vi ritroviamo il futurismo, il cubismo, l’espressionismo, tutto miscelato in una tecnica esecutiva che è ancora divisionista. Ma il quadro riesce pienamente nel suo intento di dare immagine a qualcosa di assolutamente immateriale come uno stato d’animo.

DESCRIZIONE
Pochi elementi frammentari, come tralicci e il fumaiolo, rappresentano ciò che resta nella memoria di fronte a un’immagine in rapido cambiamento.

Le forme sono proiettate con rapidità in molteplici direzioni. L’unico elemento frontale è il numero della locomotiva.

Un treno in corsa è avvolto in un vortice di rotaie e sbuffi di vapore; la campagna è frantumata in piccole forme in movimento, che si aprono alla corsa del treno.

La locomotiva è vista di fronte e di lato, come in un quadro cubista; ma per il futurista Boccioni, ciò esprime la molteplicità degli stimoli visivi e sonori.

 

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