“Perseo e Andromeda” della Casa dei Dioscuri a Pompei

Perseo e Andromeda

L’affresco, in IV stile pompeiano, databile tra il 62 ed il 79 d.C., fu rinvenuto, nel 1824 – 1825, nel peristilium (porticato colonnato con giardino) della Casa dei Dioscuri a Pompei.

Il quadro raffigura l’eroe Perseo nell’atto di liberare Andromeda dopo aver ucciso il mostro, al quale la fanciulla doveva essere sacrificata per volere di Poseidone per punire la madre Cassiopea, che l’aveva considerata più bella delle Nereidi.

Il tema della liberazione di Andromeda ad opera di Perseo è tra i più raffigurati nell’antichità: dalla sola Pompei provengono sei repliche.

Le raffigurazioni più antiche, in III stile, pongono l’attenzione sulla presenza di personaggi minori del mito (da Cassiopea a Cefeo), quelle più tarde insistono sui due protagonisti assoluti, Perseo e Andromeda, prefigurando il futuro legame sentimentale dei due.

In questo affresco, nonostante i limiti nella resa pittorica dovuti ad un’esecuzione artigianale, si notano comunque dei mirabili tentativi di rielaborazione del tema, esemplificati nell’accentuazione dei chiaroscuri, nella morbidezza delle vesti e nel sapiente uso della luce.

Ma chi era Andromeda e come avvenne il suo incontro con Perseo?

IL MITO:
Cassiopea, madre di Andromeda, aveva osato proclamare sua figlia più bella delle Nereidi. Poseidone per vendicare l’offesa, invia un mostro marino a devastare l’Etiopia. Poiché un oracolo disse che l’Etiopia sarebbe stata liberata dal mostro se Andromeda gli fosse stata sacrificata, Cefeo, re degli Etiopi e padre di Andromeda, la fa incatenare ad una roccia in balia del mostro. Ma Perseo, di ritorno dall’impresa dell’uccisione di Medusa (la cui testa troncata egli ancora tiene nella mano sinistra), uccide il mostro marino e libera la donna (le resta solo ancora un cippo al polso). Questo soggetto è ben conosciuto da diverse repliche – di minore qualità – rinvenute sia a Pompei che ad Ercolano, anche esse esposte al Museo Archeologico di Napoli nella sezione degli Affreschi.

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