“Madonna della seggiola” di Raffaello

Madonna con il Bambino e san Giovannino (Madonna della seggiola) di Raffaello

Identificato da alcuni con il quadro conservato agli Uffizi dal 1589, da altri con il dipinto presente, nel 1609, nella cappella del Palazzo Ducale di Urbino e giunto a Firenze con l’eredità della granduchessa Vittoria Della Rovere nel 1631, è per certo annoverato fra le opere degli Uffizi dal 1635 (tranne un breve periodo, fra il 1799 e il 1816, in cui fu portato a Parigi dai francesi).

“Madonna della seggiola” di Raffaello. Tavola (diametro cm. 71). Firenze, Galleria Palatina, Palazzo Pitti

“La Madonna della seggiola presenta caratteristiche iconografiche che hanno in passato colpito l’immaginazione popolare: la sedia sulla quale è seduta la Vergine, sciarpa multicolore che le copre le spalle, il panno rigato intorno alla testa. Suggerirono a un fantasioso scrittore tedesco dell’inizio dell’Ottocento una favola nella quale si narrava come il quadro fosse il ritratto della giovane figlia di un vinaio con i suoi due bambini, disegnata dal vero da Raffaello sul coperchio di una botte. Altri vi videro una trasposizione del costume da popolana roana della Fornarina, la donna amata dal pittore e riconoscibile ad esempio nella Madonna Sistina. La ‘seggiola’ che ha dato nome al dipinto è in realtà un elegante sedile dalla spalliera tornita e dallo schienale color porpora con decorazione in oro e lunghe frange” (Raffaello a Firenze, 1984).

La tavola, presumibilmente destinata alla devozione privata, è vicina alle opere realizzate da Raffaello fra il 1513 e il 1514, e rappresenta, fra le innumerevoli Madonne eseguite dal pittore a partire dalla sua giovinezza, quella nella quale maggiormente interagiscono uno schema competitivo armonico e della ricerca di naturalezza che gioca sullo sguardo della Vergine e del Fanciullo, sguardo che si rivolge allo spettatore e che lo invita a partecipare a quel rapporto fatto di tenerezza e di intimità e alla cui rappresentazione l’artista aveva sempre mirato. E proprio la posizione della Vergine con la testa fortemente inclinata innesca a spinta dinamica che pare suggerire una sorta di dondolio quale quello tipico di una madre che coccola il suo bambino.

 

BIBLIOGRAFIA CONSULTATA PER LA REDAZIONE DI QUESTO ARTICOLO:

I Grandi Maestri dell’Arte: Raffaello, Skira

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