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L’inverno nell’arte : Paesaggi innevati e colori freddi sulle tele di 10 grandi artisti

L’inverno nell’arte: ecco i paesaggi innevati e colori freddi sulle tele di 10 grandi artisti:

 

Castagni a Louveciennes di Camille Pissarro – E’ un’opera impressionista dipinta nel 1871 da Pissarro esposta oggi al Musée d’Orsay di Parigi. La tela mostra l’uso sapiente, delicato e suggestivo della luce e dei colori, in particolare del contrasto tra il bianco della neve e il rosso della villa. Come molti suoi paesaggi anche questo è legato al mondo umile e discreto dei campi arati e dei piccoli villaggi della campagna francese con orti e vecchie case.



Paesaggio invernale con pattinatori e trappola per uccelli di Pieter Bruegel – E’ un paesaggio dell’inverno fiammingo con una foschia nebbiosa e giallastra quello che il pittore Bruegel il Vecchio ritrae nella tela datata 1566 ed esposta nel museo reale delle Belle Arti del Belgio di Bruxelles. La neve, i pattinatori, il fiume ghiacciato, le case e gli uccelli: ogni soggetto è dipinto nei minimi particolari e inserito nella veduta paesaggistica d’insieme. La trappola per uccelli, in basso a destra del dipinto, può essere letta anche come una metafora degli uomini che, proprio come gli uccelli, vivono inconsapevoli e spensierati accanto all’inganno e alla fine della vita.

La tempesta di neve di Francisco Goya – Dipinto nel 1786, il quadro di Goya ritrae un paesaggio invernale con neve e freddo, dove tre personaggi camminano faticosamente contro il vento avvolti in coperte bianche, scortati da un uomo con il cappello e il mantello e uno, che li precede, con le braccia conserte e un fucile. Il gruppo è seguito da un mulo, che porta un maiale, e da un cane. E’ un dipinto di grandi dimensioni, esposto al museo del Prado di Madrid, realizzato per un arazzo dedicato alle stagioni e commissionato a Goya dal futuro re Carlo IV, all’epoca Principe delle Asturie.

Paesaggio invernale con chiesa di David Caspar Friedrich – Esistono due versioni del quadro che il pittore tedesco, tra i maggiori esponenti del Romanticismo, realizzò nel 1811: una conservata alla National Gallery di Londra e la seconda presso il Museum für Kunst und Kulturgeschichte di Dortmund, in Germania. Il pittore era specializzato nella realizzazione di paesaggi solitari, malinconici, immersi nella neve e nel freddo; anche in questo desolato, mistico e suggestivo, sono ritratti alcuni abeti, rocce e una chiesa gotica che si staglia sullo sfondo. Tra i rami dell’abete si intravede un crocifisso davanti al quale si è seduto a pregare un mendicante, che ha abbandonato lì le sue stampelle. Tanti sono i richiami simbolici: l’abete sempreverde è un simbolo della fede, la chiesa sullo sfondo è la beatitudine dell’aldilà e le stampelle abbandonate potrebbero simboleggiare la morte. L’inverno stesso, dunque, è uno stato d’animo dell’uomo e dell’artista.

Minatori nella neve: inverno di Vincent Van Gogh – E’ un atto di accusa quello che Van Gogh esprime attraverso il dipinto, realizzato nel 1882 e oggi esposto nel museo Van Gogh di Amsterdam. Dopo una violenta esplosione nella miniera di Agrippe a Frameries, che nel 1879 provocò più di cento morti, il pittore volle esprimere la sua solidarietà al mondo dei minatori, che conosceva bene quando era predicatore evangelista nella regione belga del Borinage, impegnandosi a denunciare attraverso la sua arte le difficili condizioni dei lavoratori. Van Gogh vuole anche rappresentare la fatica del lavoro nelle miniere attraverso il paesaggio pieno di contrasti tra il nero e il grigio.

Sopra Vitebsk di Marc Chagall – E’ una rappresentazione fiabesca, dolce e romantica, presente in tutti i dipinti di Chagall dove si esaltano i colori, la fantasia e una magica atmosfera invernale. In quest’opera Chagall rappresenta Vitebsk, la sua città natale russa, dove era nato nel 1887. L’enorme figura che sta sospesa sulle case potrebbe essere un viandante o il profeta Elia che, secondo una tradizione ebraica, portava doni ai meritevoli. Lo strano personaggio riflette perfettamente quella condizione di ebreo errante, di esule intellettuale tipica della cultura e della storia ebraiche. Infine, il tema del volo, anch’esso ricorrente nella poetica di Chagall, rappresenta il senso di perdita delle proprie radici e di mancanza di stabilità. Il dipinto, realizzato nel 1914, è esposto all’Art Gallery of Ontario di Toronto.

La gazza di Claude Monet – E’ un’esplosione di luce e di colori caldi il paesaggio innevato che Monet dipinse en plein air nel 1868. In mezzo a una coltre di neve, inondata dalla luce del sole, spunta una gazza appollaiata su un cancelletto in legno, che diventa subito il punto focale del quadro. La neve ritratta è estremamente realistica e naturale e dietro le fronde degli alberi innevati si intravede un piccolo gruppo di case in legno. Oggi la tela è esposta al Musée d’Orsay di Parigi.

La Senna al ponte Iéna. Tempo nevoso di Paul Gauguin – Dipinta nel 1875 e oggi esposta Musée d’Orsay di Parigi, la tela appartiene al primissimo periodo pittorico impressionista di Gauguin, influenzato dalla lezione realista di Courbet. Tutto nel quadro, infatti, tende all’impressionismo: dalla luce alle sfumature di colore tendente al verde, dalla temperatura all’atmosfera che si vive lungo il fiume, tra gli alberi, le barche ormeggiate e il ponte ad arco. Quest’ultimo sulla Senna è quello che collega il Trocadero, sulla riva destra, alla torre Eiffel, sulla sinistra.

Tempo da neve a Veneux-Nadon di Alfred Sisley – Il pittore impressionista Sisley, come i colleghi e gli amici Pissarro e Monet, amava ritrarre con grande trasporto poetico le stagioni, i cambiamenti dell’atmosfera e le ore del giorno con le strade e i sentieri come punto d’osservazione: nel quadro, dipinto nel 1880, si raffigura un paesaggio di neve, reso ancor più suggestivo attraverso una gamma di grigi sotto un cielo coperto e nuvoloso. La strada dà profondità alla scena così come il cielo, che occupa gran parte della tela e che non è solo uno sfondo ma dà movimento al paesaggio. La tela è esposta al Musée d’Orsay di Parigi.

Notte bianca di Edvard Munch – Il paesaggio notturno freddo e immobile, che il pittore norvegese dipinse nel 1901, esprime una sensazione di solitudine, di tristezza e di malinconia, raffigurata dagli alberi dalle caratteristiche chiome a nuvola che dominano il mare sullo sfondo e dai toni blu che contrastano con la neve bianca. I colori intensi del cielo danno una sensazione di calma interiore, quasi rassicurante. Il dipinto si può ammirare nella galleria nazionale di Oslo.

Fonte: ANSA ViaggiArt