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“Gentiluomo e ragazza che beve” (Il bicchiere di vino) di Jan Vermeer

 

Gentiluomo e ragazza che beve (Il bicchiere di vino), 1659 (65×67 cm.), Berlino, Staatliche Mussen zu Berlin, Preußischer Kulturbesitz, Gemäldegalerie.

Questo quadro presenta evidenti rapporti tematici e formali con Fanciulla con bicchiere di vino, che si considera di poco successivo. Entrambi sono assai vicini alle scene di genere che negli stessi anni dipingevano Frans Mieris, Jan Steen, Gerard ter Borch e Peter de Hooch, quest’ultimo più volte citato per la sua vicinanza a Vermeer. Rispetto alle sue opere i quadri di Vermeer paiono più raffinati, sia nell’ambientazione che nel tono delle scene.

La tela raffigura lo scorcio di une stanza signorile, di cui si vedono due finestre, un tavolo e un dipinto riccamente incorniciato. Al tavolo siede una giovane donna che sta bevendo del vino: il suo volto rimane nascosto dalla cuffia bianca e quindi non è possibile scorgerne l’espressione. Piuttosto ambiguo è anche l’atteggiamento dell’uomo in piedi presso di lei, che tiene ancora in mano la brocca da cui ha appena versato il vino. E’ probabile che il pittore intendesse raffigurare una scena di seduzione, come confermerebbe sia il tema del vino sia la presenza di uno strumento musicale sulla sedie in primo piano: nella tradizione iconografica entrambi questi elementi alludono alla sfera della sensualità. il dipinto va letto in chiave moraleggiante: nella decorazione della vetrata si scorge infatti una figura femminile che reca delle redini, immagine emblematica della Temperanza e quindi ammonimento alla moderazione. Il motivo della vetrata è meglio visibile in Fanciulla con bicchiere di vino, dove il tema amoroso è più esplicito.

Questo dipinto, che i critici giudicano prossimo alla Lattaia, presenta caratteri stilistici molto differenti: le tecnica pittorica è più controllata e fine, come dimostra per esempio la limitazione nell’uso della tecnica puntinata, ridotta a pochi brani. Secondo gli studiosi, Gentiluomo e ragazza che beve inaugura una serie di dipinti nei quali Vermeer rinunciò progressivamente alla libertà nell’uso del colore a favore di una stesura più delicata e adatta alla raffigurazione di scene eleganti,