Una bellissima lettera d’amore di Frida Kahlo a José Bartoli

Per te ho ricominciato a vivere, a dipingere, ad essere felice, a mangiare meglio per essere forte così tu potessi trovarmi bella, un po’ nel modo in cui ero prima […] Mio Bartoli-José-Giuseppe-…voglio dirti che tutta me è aperta a te.
Da quando mi sono innamorata di te, tutto si è trasformato ed è pieno di bellezza.
Voglio darti i colori più belli, voglio baciarti…
Vorrei vedere di tuoi occhi, sentire dalle tue orecchie, sentire con la tua pelle, baciare con la tua bocca. Per vederti dal di sotto, vorrei essere la tua ombra nata dalla suola del tuo piede, che si estende lungo il terreno su cui cammini…
Voglio essere l’acqua che ti lava, la luce che ti dà forma, vorrei che la mia sostanza fosse la tua sostanza, voglio accompagnarti ed aiutarti, amarti e nella tua risata trovare la mia gioia. Se a volte soffri, voglio riempirti di tenerezza così che tu ti senta meglio.

Quando hai bisogno di me, mi troverai sempre vicino a te. Perdonami se tutte queste cose che ti scrivo ti sembrano una stupidità, ma credo che in amore non ci sia né intelligenza né stupidità, l’amore è come un aroma, come una corrente, come pioggia.
Lo sai, mio cielo, tu piovi su di me e io, come la terra ricevo.

Lettera d’amore di Frida Kahlo al suo amante José Bartoli, 1946-1949

José Bartoli

 

«Ricevile come se una ragazzina per strada ti desse un fiore, senza un perché» scriveva così Frida Kahlo a José Bartoli, un illustre catalano bello e forte conosciuto nell’agosto del ’46 a New York, che aveva combattuto per la Repubblica nella guerra civile spagnola. Scrisse per lui, dal 1946 al ’49, nei tre anni della loro storia di amanti segreti, 25 lettere d’amore: più di cento pagine piene di poesia e di ardore. Quelle 25 lettere sono andate all’asta nel 2015 da Doyle, New York e comprate per 137mila dollari da un artista e collezionista americano, suo grande estimatore. «Più mi tradisci, più ti amo. Sento di averti amato sempre, prima che tu nascessi, prima che tu fossi concepito. Vorrei darti i colori più belli e, per vederti dal basso, vorrei essere l’ombra delle tue scarpe che si allunga sul terreno sul quale camini» gli scriveva nelle sue struggenti lettere firmandosi Mara, come José amava chiamarla, diminutivo di maravillosa (meravigliosa). «Sarò la tua casa, la tua madre, il tuo amore, il calore del tuo sangue, la consolazione dei tuoi timori, il tuo rifugio dal dolore e dalla tristezza, la madre dei tuoi figli che nasceranno e che non nasceranno» – gli scriveva Frida – «I piedi a cosa mi servono se ho le ali per volare?». La loro storia d’amore si interruppe senza un perché nel 1949, quando improvvisamente si interruppe anche la loro corrispondenza. José conservò tutto della storia d’amore con Frida, dalla prima lettera, “Non so come si scrivono lettere d’amore”, all’ultima.

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